I rischi sul lavoro

L'innovazione dei robot Mini Escavatori Gerotto al servizio della sicurezza dei lavoratori.

SOLUZIONI NO MAN RISK

Gerotto Federico S.r.l. vanta una lunga esperienza nel lavoro in spazi confinati e a rischio di esplosione: per questo ha fatto della sicurezza la sua missione, progettando e realizzando soluzioni innovative, in grado di ridurre al minimo l'esposizione degli operatori ai pericoli sul luogo di lavoro.
L'impegno quotidiano dell'ufficio tecnico ha portato ad elaborare apparecchiature per la salvaguardia della salute di chi accede ad ambienti a rischio, che si concretizzano in:

  • soluzioni robotizzate che, unite alla tecnologia vacuum e a risucchio, permettono la rimozione di materiali e detriti all'interno di spazi confinati;
  • prodotti antideflagranti certificati ATEX per il lavoro in ambienti con atmosfere potenzialmente esplosive;
  • sistemi di videoispezione e comando dei robot Mini Escavatori da remoto e integrabili in tutti i macchinari; 
  • robot di dimensioni sempre più ridotte, per arrivare nei punti che l’uomo non può raggiungere;
  • numerosi accessori, applicabili ai robot Mini Escavatori, per disgregare e raccogliere i materiali più diversi in completa autonomia.

 

GLI SPAZI CONFINATI

Vengono definiti spazi confinati tutti quei luoghi chiusi in cui normalmente non è previsto l'ingresso dell'uomo ma che comunque presentano vie d'accesso che, se pur estremamente limitate, rendono possibile il passaggio di una persona in caso di interventi straordinari.

Si tratta perciò di ambienti angusti, spesso quasi completamente chiusi, in cui è possibile entrare solo seguendo scrupolosamente le indicazioni riportate nel D.lgs. 81/2008 Art. 66.
I principali rischi che si incontrano lavorando in spazi confinati sono:

  • la carenza o l'eccesso di ossigeno;
  • la possibile presenza di esalazioni nocive (gas, fumi o vapori pericolosi) che possono provocare intossicazioni;
  • il pericolo di ustioni causate dal contatto con materiali a temperature troppo alte o troppo basse;
  • esplosioni o incendi, vista la presenza di sostanze infiammabili;
  • infortuni dovuti a cadute, ferite da taglio, scivolamenti, schiacciamenti, urti, ecc.

Ognuno di questi rischi è aggravato dal fatto che, all'interno di ambienti così stretti, non è possibile muoversi né prestare soccorso agevolmente: è perciò necessario, per i lavoratori, dotarsi di tutte le attrezzature di sicurezza, possedere una formazione adeguata ed essere nelle condizioni fisiche adatte ad eseguire i lavori che vengono loro richiesti.

LE ZONE ATEX

Il termine ATEX, derivante dal francese “ATmosphères” ed “EXplosibles”, richiama la direttiva n.34 dell’Unione Europea che regolamenta l'uso delle apparecchiature impiegate in siti a rischio di esplosione o con atmosfere potenzialmente esplosive. Per poter utilizzare qualunque prodotto o macchinario all’interno di queste aree è obbligatoria una certificazione che ne garantisca l'idoneità, al fine di rispettare i requisiti essenziali in materia di sicurezza.

Le zone ATEX, classificate pericolose per la presenza di gas, vapori o nebbie infiammabili, vengono suddivise in tre categorie secondo lo standard internazionale IEC zone system:

  • Zona 0: è l'area in cui l’atmosfera esplosiva è presente in permanenza o per lunghi periodi (oltre le 1000 ore all’anno).
  • Zona 1: è la zona in cui è probabile che si formi un’atmosfera esplosiva durante il regolare svolgimento delle attività (presenza tra le 10 e le 1000 ore all’anno).
  • Zona 2: è lo spazio in cui è improbabile si formi un’atmosfera esplosiva durante il normale lavoro quotidiano (presenza inferiore alle 10 ore all’anno) e, nel caso in cui ciò accada, si tratta di episodi di breve durata.